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Recensione Resident Evil 2, il ritorno a Racoon City non poteva essere meglio di così!

STIMA TEMPO DI LETTURA: 18 min

Parlare di Resident Evil non è mai facile, la saga di Capcom nata nel 1997 su Playstation è stata negli anni rivista, cambiata, a volte anche rovinata, con alti e bassi incredibili ma una sola certezza, nel cuore degli appassionati i primi capitoli erano assolutamente il top.

Un po per effetto nostalgia, un po perché quando uscirono eravamo bambini nutellosi, e quindi ci bastava davvero poco per farcela nelle mutande, ma è sicuramente vero che Resident Evil nasce come saga survival horror, dove il termine survival non è messo a caso ma, anzi, ci fa capire immediatamente che sarà difficilissimo sopravvivere all’orrore.

 

Il termine survival horror nasce proprio con la saga di Resident Evil, in teoria sarebbe Alone in the Dark ma va bene lo stesso, perché Capcom ai tempi voleva far capire che i pochissimi proiettili, le scarse risorse a disposizione e i tantissimi nemici sarebbero stati una sfida immensa da superare. In Resident Evil non era assolutamente consigliato fare una carneficina di Zombie ma, anzi, era meglio schivarli il più possibile e tenersi le risorse per i momenti più difficili.


Video Recensione

 


Fatta questa dovuta premessa, possiamo iniziare a parlare di un gioco fra i più attesi dai fan di tutti i tempi, un remake di un titolo che ha fatto la storia e che, a modo suo, riuscirà a fare la storia di nuovo. Se infatti Resident Evil 2 del 1998 fu considerato per anni il miglior survival horror di tutti i tempi, Resident Evil 2 del 2019 sarà ricordato per anni per come si deve fare un remake a distanza di tempo, cominciamo subito.

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Ultimo aggiornamento il 19 Aprile 2019 23:23

Nostalgia canaglia.

Tutto inizia in una stazione di servizio a pochi chilometri da Racoon City, cittadina americana semi sconosciuta ma vicina ad una certa Villa Spencer, teatro dell’orrore svoltosi nel primo Resident Evil, e sopratutto sede di una certa Umbrella Corporation.

Il gioco inizia così, in questa stazione di servizio dove Leon S. Kennedy, o Claire Redfield a seconda di cosa scegliate nella schermata iniziale, ed è proprio qui che Capcom ci fa capire da subito che si, siamo proprio tornati a quella splendida Racoon City conosciuta nel 1998.

Resident Evil 2 Recensione
Il design dei non morti non è mai banale….

L’incontro con il primo zombie ha dell’incredibile, con una regia ed una gestione della telecamera da manuale per la messa in scena, ma anche quando il controllo torna nelle nostre mani è subito “orrore e ansia”.

Il sistema di gioco ovviamente è stato ammodernato, addio telecamere fisse e mira automatica. La telecamera è dietro alla spalla, così come Resident Evil 4/5/6, ma senza per questo essere dentro un TPS ignorantissimo.

Il primo zombie ci fa capire da subito che questi nostri nuovi nemici non vanno sottovalutati, i colpi alla testa non sono così forti come ci si aspetterebbe, un colpo bene assestato fa barcollare il nostro nemico, ma per un tempo così infinitesimale che finire per essere morsi è un attimo.

Questo primo scontro ci serve per tante cose, sopratutto per capire come la fisica dei corpi sia praticamente allo stato dell’arte, gli zombie sono nemici temibili ma essendo fatti di carne(marcia) possono essere smembrati pezzo per pezzo, un colpo bene assestato può far esplodere il cranio, tagliare le braccia e le gambe oppure, e qui si gode, tagliare a metà il suo corpo.

Resident Evil 2 Recensione
L’estrema soddisfazione di staccare braccia…

Una volta affrontato però il nostro primo nemico ci si accorge da subito di essere in trappola, perché affrontare uno zombie potrebbe essere poca cosa, ma affrontarne 5 vuol dire andare incontro ad una morte dolorosissima ed è quindi meglio scappare.

In questi 5 minuti capiamo già tutto del gioco, bentornata ansia, bentornato terrore, ma sopratutto bentornato gameplay, ovviamente non finisce qui.


Guardati le spalle, sempre!

Una volta capito con cosa abbiamo a che fare, il gioco ci riporta alla stazione di polizia di Racoon City in modo molto simile al titolo originale, un tir impazzito farà dividere i nostri protagonisti e, a seconda della nostra scelta iniziale, inizierà la vera e propria storia “A”, la prima run per intenderci, con il nostro protagonista.

Come detto in apertura, la sfida più grande di Capcom è stata sicuramente quella di rinnovare un titolo molto classico, radicato nella memoria di tantissimi trentenni come “un dio”, senza cadere nei tipici errori dei remake, rovinare per sempre il ricordo di un capolavoro.

Resident Evil 2 Recensione
Uno zombie da solo è poca cosa, ma un esercito…..

Possiamo dire che Capcom ci sia riuscita al 100%, dimenticatevi Resident Evil 4/5/6 con personaggi più simili a carri armati viventi, e abbracciate l’idea di essere delle dei pesci rossi in mezzo ad un branco di squali pronti a divorarvi vivi all’occasione.

Proprio la difficoltà, al netto della scelta del livello iniziale, è il punto cardine di tutta la nostra esperienza, le pochissime munizioni, insieme ai pochi oggetti curativi, sono la chiave di tutto. Se lo stile di gioco, o meglio il gunplay, potrebbe ricordare molto gli ultimi capitoli della saga, è la mancanza di munizioni e la fisica dei corpi che fa di Resident Evil 2 un titolo ben differente dagli altri.

Nei capitoli recenti, prima di Resident Evil 7, un colpo alla testa ben piazzato fermava i nostri nemici per qualche secondo, ed un comando stile QTE ci permetteva di dare un colpo di grazia scenico, mentre in Resident Evil 2 ogni singolo colpo deve essere pesato, calcolato, e mai sbagliato.

Intanto i corpi sono molto più pesanti rispetto a prima, e questo è stupendo, un colpo alla testa non vi farà assolutamente respirare per qualche secondo e, state bene attenti, uno nemico che cade a terra apparentemente morto non sarà una vittoria.

Resident Evil 2 Recensione
Guardati le spalle, non sei mai solo

Come nei capitoli originali infatti, i nostri cari amici zombie avranno il brutto vizio di fingersi morti per poi rialzarsi, a volte dopo minuti o addirittura ore, quando meno ve lo aspettate. L’unica certezza nel mondo di Resident Evil 2 è che solo un cranio esploso è sinonimo di vittoria.

La mira è un fattore chiave in questo Resident Evil 2, ed è perfettamente amalgamata nel gioco, i nostri protagonisti sono giovani e inesperti e la loro mira ne risente, stando fermi ci vorrà circa un secondo per avere il reticolo di mira ben preciso, ci si può ovviamente muovere durante il tutto ma i nostri colpi finiranno per mancare il bersaglio, e questo non possiamo assolutamente permettercelo, un grosso consiglio che vi diamo è quindi quelli di mirare con calma, più siete “lenti” meglio il vostro alter-ego sparerà.

Ci è capitato più volte, con annesse imprecazioni sfociate nelle più becere bestemmie, di sentirci al sicuro per poi venire acchiappati e divorati da dietro, per questo guardarsi le spalle è vitale, siete da soli, siete deboli e sopratutto non siete mai al sicuro. Proprio questo tipo di tensione ci fa capire come Capcom abbia fatto centro, Resident Evil 2 è un gioco moderno uscito dalle menti di 20 anni fa, dove la difficoltà non era un difetto ma anzi, era voluta e richiesta dal grande pubblico.


Il fascino dell’antico

Se l’analisi del gunplay, e della componente survival, ci ha fatto capire che Resident Evil 2 è un gioco perfetto per i nostalgici, ma anche e sopratutto per gli utenti più giovani, è la struttura di gioco che riesce a riportarci al 100% ai fasti di un tempo.

Sebbene Resident Evil 2 abbia l’enorme difetto, rispetto al precedente, di avere troppe sezioni al chiuso, queste stesse sezioni andranno studiate a tavolino. Giocherete per ore nelle stesse 6 stanze, ma questo non significa che sarà facile.

Resident Evil 2 Recensione
I cari e vecchi enigmi sono tornati

Conoscere la mappa sarà un aspetto fondamentale, ricordatevi che siete voi le prede e quindi pianificare ogni singolo passo sarà vitale. Se per ipotesi siete senza munizioni, con la salute al minimo e dovete scegliere il percorso, questa scelta sarà essenziale per proseguire nell’avventura. Vado in quel corridoio con 5 zombie affamati ma arrivo prima alla stanza sicura, o provo a passare di fianco ad un Licker sperando che non mi senta?

Parlando di stanze sicure, oltre che di Licker, anche questo è un aspetto che dichiara amore puro nei confronti dei fan. Fanno infatti ritorno le famose stanze sicure, dove nessuno può entrare e dove avrete a disposizione la macchina da scrivere per i salvataggi ed il mitico baule.

Il baule sarà un oggetto chiave, perché la gestione dell’inventario, così come negli originali, sarà parte integrante del gameplay. Avete poco spazio a disposizione, e scegliere di volta in volta quale oggetto conservare, quale riporre, e sopratutto quale eliminare sarà la chiave di tutto.

Durante la vostra avventura potrete trovare dei borselli, oggetti meravigliosi ben nascosti nella centrale di polizia, che vi aiuteranno non poco nelle fasi finali dell’avventura, ma espandendo l’inventario non sarà comunque semplice, e dovrete fare molto affidamento sul vostro fidatissimi baule.

Ma c’è una cosa che più di tutte ci riporta indietro negli anni, i nostri cari e vecchi enigmi. Gli enigmi erano parte integrante di ogni Resident Evil fino al 4, dove furono pesantemente ridimensionati, per poi sparire completamente nel 5 e nel 6, con un timidissimo ritorno nel 7 ma in chiave completamente diversa.

Resident Evil 2 Recensione
La mappa vi sarà VITALE

Ogni oggetto chiave che troverete andrà esaminato, studiato e capito, potrebbe tornarvi utile prima o poi per aprire qualche porta o risolvere qualche enigma, come ad esempio quello per riuscire a “scappare” dalla centrale di polizia.

Gli enigmi sono stati efficacemente rimodernati, dimenticatemi quindi statue da spostare( in una centrale di polizia???), fiamme da accendere e momenti di sconforto, gli enigmi non sono cervellotici come un tempo, ma allo stesso non sono banali, e tutto queste rende la narrazione e lo scorrimento del gioco molto più godibile di un tempo. Unite tutto ad alcune piccole, ma efficacissime, semplificazioni, come ad esempio la spuntina che dice se un oggetto chiave non serve più o i colori della mappa, a farci capire che una zona è stata esplorata al 100%, ed avete un gioco moderno, col fascino dell’antico.

Tutti questi elementi sono fan service puro, ma non fine a se stesso, e Capcom ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di essere stata capace a fondere meccaniche vecchie e dimenticate con un gameplay moderno ed efficace.


Un gioco bello da guardare

Un’altra chiave del successo di Resident Evil 2 è sicuramente la narrazione, oltre che la regia. A differenza del gioco originale, che sfruttava tantissimi cliché dei B movie horror anni 80, il nuovo Resident Evil 2 è sicuramente vincente.

I filmati di gioco ci sono, le scene di intermezzo sono tutte ben girate senza però essere ne troppo lunghe ne fini a se stesse. Se nel gioco originale gran parte della trama, e dei suoi risvolti, si poteva conoscere grazie alle migliaia di testi scritti in giro per i livelli, nel nuovo Resident Evil 2 è ben spiegata attraverso intermezzi girati.

Resident Evil 2 non è però totalmente quello che un fan accanito della saga si potrebbe aspettare.

Sul fronte della storia molte cose sono cambiate, alcune sono state completamente omesse mentre altre sono state ampliate, se non addirittura aggiunte totalmente di sana pianta come la sezione dell’orfanotrofio.

Resident Evil 2 Recensione
Azzeccatissime le nuove location

Questo non deve essere visto come un difetto, il remake di Resident Evil 2 è una sorta di reboot della saga molto strano, tutti i particolari omessi come l’arrivo del T-00 a Racoon City potrebbero quindi non essere più utili ai fini della narrazione. Anche se un po ci dispiace perché proprio Mr. X avrebbe meritato un approfondimento migliore a nostro avviso.

Il Tyrant, che i fan sanno chiamarsi T-00 o T-103, appare senza un reale scopo se non quelli di inseguirci e, oltre ad essere un elemento chiave del gameplay di Resident Evil 2, avrebbe secondo noi meritato un approfondimento migliore.

Detto questo le sezioni girate sono tutte molto cinematografiche, come il filmato del parcheggio con Leon, dove esordisce il personaggio di Ada Wong, dove la telecamera ci fa vedere un cane zombie sfocato pronto a divorare il nostro protagonista aumentando non poco la tensione, o come la scena stupenda al negozio d’armi.

Resident Evil 2 Recensione
“Io ti spiezzo in 2!!!” Cit.

Un difetto che Resident Evil 2 si porta dietro per “colpa” del suo omonimo originale è un piccolo calo di tensione nella seconda parte dell’avventura. Superata la centrale di polizia, forse anche per una migliore consapevolezza di noi giocatori, l’ansia lascia lo spazio ad un ritmo completamente diverso dove non è tanto la paura ad accompagnarci, quanto un senso di angoscia per essere senza munizioni in mezzo ad una marea di nemici pronti a divorarci.

Le ultime sezioni di gioco poi, a differenza del capitolo originale, “finiscono” quasi subito, se per esempio ci abbiamo messo 5 ore per uscire dalla centrale di polizia, arrivare al NEST per poi concludere la nostra avventura è durato poco meno di 2 ore, forse su questo Capcom poteva lavorare meglio.


Virus T e Virus G

Le boss fight saranno un momento fondamentale sia per la storia, per fortuna non sono fini a se stesse, sia per il gameplay nudo e crudo. Se infatti prima di ogni boss ci potremmo sentire particolarmente forti, carichi di proiettili e oggetti curativi, basterà concludere uno scontro con un boss per riportarci automaticamente al punto di partenza.

Oltre in chiave narrativa gli scontri servono infatti anche da bilanciamento, forse solo il primo iconico incontro con il Virus G è abbastanza semplice.


Qualche difetto qua e la

Non è ovviamente tutto rose e fiori in Resident Evil 2.

Durante le nostre molte ore di gioco ci siamo accorti di alcuni piccoli, e marginali, difetti che messi assieme ci hanno fatto storcere il naso qualche volta. Ad esempio su Playstation 4 standard, console dove abbiamo provato il gioco, i caricamenti delle texture non sono sempre fulminei, gli zombie in lontananza hanno la metà dei frame ( ed è fastidiosissimo) e la distruttibilità ambientale è ridotta all’osso.

Ma non ci sono solo difetti tecnici, anche l’intelligenza artificiale dei non morti a volte ci ha fatto quasi ridere, spezzando al contempo la tensione purtroppo.

Resident Evil 2 Recensione
Carini e coccolosi ragazzi, siate carini e coccolosi

Parlando invece di animazioni, per quanto abbiamo apprezzato la pesantezza dei corpi, alcune piccole chicche come la fisica stessa dei cadaveri e tanto altro, le animazioni di corsa dei protagonisti non sono proprio il massimo, sopratutto Ada Wong sembra proprio ingessata, e le animazioni facciali se pur ottime non ci hanno convinto del tutto.

Ultimo ma non ultimo, il capitolo originale aveva un sistema di progressione ottimo, con le run A e B dei personaggi che si interconnettevano, se Leon prendeva qualcosa nella run A non l’avremmo trovata nella B e vice versa. Nel nuovo Resident Evil 2 purtroppo la run 2 non corrisponde ad una run B, le situazioni sono leggermente diverse ma bene o male ci ritroveremo a fare quasi le stesse cose, forse si poteva fare di più.

Al netto di tutto questo ci sentiamo comunque di promuovere quasi al 90% Resident Evil 2.

Capcom ci ha regalato un gioco solido, pauroso, difficile al punto giusto e con una storia degna di nota non troppo stravolta dai fasti originali. Non è la prima volta che la software house si cimenta in remake importanti, come ad esempio Resident Evil Rebirth su Gamecube, e si riconferma regina indiscussa di questo genere. Resident Evil 2 è l’esempio perfetto di come si possa prendere un gioco vecchio di 20 anni, renderlo moderno e appetibile per i giocatori di oggi, ma renderlo allo stesso tempo un covo di fan service per i giocatori più anziani.

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