Carole & Tuesday: perché vedere il nuovo anime di Watanabe
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Carole & Tuesday: perché vedere il nuovo anime di Watanabe

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Ci siamo, il 30 Agosto debutterà su Netflix la serie animata di Carole & Tuesdey. Ridurre tutto il merito della realizzazione delle serie a Shinichiro Watanabe sarebbe però riduttivo. Questa serie infatti è stata fortemente voluta da uno dei più apprezzati registi dell’animazioni nipponica; famoso per pietre miliari come Cowboy Bepop, Samurai Champloo e Sakamichi no Apollon. Ma basterà la sua presenza, alla guida del talentuoso staff dello Studio Bones, a garantire la realizzazione di una serie di successo? In questo articolo vi parleremo delle nostre impressioni sulla serie che presto debutterà su Netflix.

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MARTE E LA MUSICA

Carole & Tuesday: perché vedere il nuovo anime di Watanabe - Evosmart.it | Games
In questa immagine è evidente il contrasto tra il centro di Alba City e la sua periferia

La storia è ambientata in un futuro dove l’umanità è riuscita con successo nell’intento di colonizzare Marte. La principale città presente sul pianeta rosso, Alba City, è il luogo in cui si concentreranno le vicende che vedranno protagoniste l’improbabile duo composto da Carole e Tuesday.

Carole è un’orfana terrestre che ha vissuto la sua gioventù prima in orfanotrofio, e poi in un campo profughi; per sopravvivere si dedica a dei lavori part-time e, la sua vera passione è la musica. Per contro invece Tuesday è figlia di una politicante e vive nel lusso; ma considerando se stessa né intelligente, né scaltra come sua madre o il suo fratello maggiore, si sente quasi un’estranea. In più la sua passione per la musica viene vista come “un vizio inutile”.

Le due protagoniste non potrebbero essere più diverse di così tra loro, ma sarà proprio la loro passione in comune per la musica a farle incontrare. Le due ragazze formeranno un duo musicale e quasi dal nulla inizieranno a fare i primi passi nell‘ostico mondo della musica, dominato da canzoni composte da IA artificiali e case discografiche milionarie.

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Angela incarna la rappresentazione della tipica pop star

Sul fronte totalmente opposto abbiamo invece Angela. Posta all’inizio come antagonista della due protagoniste, col passare degli episodi svilupperà un sua propria storyline. Uno sviluppo che ci dimostrerà come in realtà la ragazza ex modella sia tutt’altro che una bambola. Questo nonostante il suo approccio alla musica sia completamente diverso da quello di Carole & Tuesday.

Il resto del cast dei personaggi è ampio e molto vario, alcuni, seppur apparendo in singoli episodi, sono comunque curati al pari degli altri personaggi secondari. Non meno importante il contesto politico inserito nella serie, il quale rappresenta una forte critica nei confronti delle politiche basate sul terrore e la discriminazione, e che vede come protagonista Valerie (la madre di Tuesday).

MUSICA SUL PALCO

La serie, come affermato dallo stesso Watanabe, è un autentico tributo al mondo della musica. Attenzione però, non si tratta di un tributo disincantato ed esclusivamente positivo, non mancano infatti critiche e riferimenti ai lati negativi dell’industria musicale. Di conseguenza i generi musicali inseriti all’interno della serie sono generalmente molto vari, ma rendono la serie abbastanza lontana dalle atmosfere rockeggianti del celebre Beck: Mongolian Chop Squad.

Carole and Tuesday vanta un primato molto singolare: si tratta della prima serie animata giapponese ad avere una colonna sonora con testi realizzati esclusivamente in Inglese (ad eccezione di una canzone in francese). Questo per la volontà, da parte di Shinichiro Watanabe, di far capire i testi delle canzoni a più persone possibili a livello globale. La volontà di rendere il più internazionale possibile questa serie, si è riflessa anche sulla scelta degli artisti che hanno prestato la loro voce per le parti cantate; scelta che è avvenuta tramite un contest globale. Tutto questo perché lo stesso Watanabe crede nel potere da parte della musica di riuscire a unire le persone, ovunque esse siano.

MUOVERSI A TEMPO DI MUSICA

 

Ovviamente tutti gli sforzi dal punto di vista tecnico nella serie sono volti a esaltare il più possibile i momenti dedicati alle perfomance musicali. In questo caso abbiamo animazioni ben fatte e inquadrature volte a concentrarsi sull’esaltazione della perfomance, non mancano alcune inquadrature ispirate anche ai contest televisi. Bellissime e curate anche le due sigle di apertura realizzate per la serie. I fondali sono altrettanto curati e rappresentano al meglio Marte e Alba City, immaginata come un città multietnica e multiculturale molto simile a una sorta di New York futuristica.

 

Meno curati alcuni aspetti della produzione. Durante le performance non mancano dei frame statici per rappresentare gli spettatori, un aspetto molto probabilmente trascurato di proposito per dare più tempo e cura alle scene cantate. Il merito di questo risultato va anche a Motonobu Hori, regista insieme a Watanabe e character designer del già citato Beck: Mongolian Chop Squad, serie nella quale ad alcuni episodi ha lavorato come: regista, direttore delle animazioni e Storyborder. In conclusione una serie consigliata a tutti e senza nessuna riserva e, a maggior ragione, consigliatissima agli appassionati di musica, che potranno notare molte piccole chicche inserite all’interno della serie.

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