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Provata la demo di Resident Evil 2, CAPOLAVORO annunciato!

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Capcom è una di quelle case di produzione che, nel loro piccolo, possiamo associare alla semplice parola videogioco.

Sono tantissimi i titoli che la software house giapponese ci ha regalato negli anni, potremmo parlare della saga di Onimusha, Dino Crysis e l’immortale Street Fighter. C’è però una saga in particolare che negli anni ha saputo diventare un vero e proprio culto, parliamo di Resident Evil e siamo felicissimi di poterlo fare.

La saga di Resident Evil nasce nel lontanissimo 1996 sulla prima Playstation e con quel primissimo gioco nasce anche la definizione di Survival Horror.

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Per l’epoca il primo Resident Evil fu una vera e propria bomba, grafica 3D con fondali pre-renderizzati stupendi, tensione, enigmi ed un gameplay che fece incazzare non pochi giocatori grazie al giusto mix di difficoltà e horror.

Negli anni la saga ha subito vari cambiamenti, il primo arrivato con il 4° capitolo che portò la telecamera dietro alle spalle del protagonista e cambiando radicalmente il gameplay, rendendolo frenetico e più vicino ad uno sparatutto in terza persona.

Dopo il famosissimo 4° capitolo sono seguiti il 5° ed il 6°, che hanno portato le meccaniche sparatutto ad un livello ancora superiore, praticamente di Resident Evil rimanevano solo nome e ambientazioni, l’orrore aveva lasciato il posto all’azione ma nonostante tutto rimanevano ottimi giochi.

Giochi diversi, ma non per questo brutti giochi!

Con il 7° capitolo uscito un anno e mezzo fa però Capcom ha dato un ulteriore scossone alla serie, via le orde di infetti, via le plagas e via anche il virus T. L’ultimo capitolo cercava a modo suo di riportare al primo posto l’orrore sfruttando ambienti claustrofobici ed una visuale in prima persona.

Nonostante gli ottimi voti della critica però, il più grosso difetto di Resident Evil 7 è il fatto di essere quasi totalmente slegato alla saga principale, se non per qualche lieve accenno all’incidente di Racoon City e per la presenza nelle ultime scene di Chris Redfield.

Il 7° capitolo è horror al 100%

Proprio per questo Capcom ha deciso di prendersi una piccola “pausa” ed ha deciso di tornare indietro al 1998, anno dell’incidente di Racoon City citato in precedenza, facendo un remake totale di Resident Evil 2.

Annunciato l’11 giugno 2018 siamo finalmente riusciti a mettere le nostre manacce sulla prima, ed unica, demo di questo Resident Evil 2 Remake, sarà riuscita Capcom a tenere vive le atmosfere di uno dei giochi più importanti di tutti i tempi, garantendo al tempo stesso un gameplay moderno?

Resident Evil 2 – 1 Shot Demo alla prova

Innanzi tutto una piccola premessa, la demo di Resident Evil 2 si chiama “1 Shot Demo” e si ha solo mezz’ora per poterla giocare e finire, superati i 30 minuti a disposizione non sarà in nessun modo possibile rigiocarla, a patto di non avere altri account/console.

Il motore di gioco è lo stesso utilizzato da Resident Evil 7 e si vede da subito l’ottimo impatto grafico, se nel settimo capitolo eravamo in prima persona anche la terza persona di questo Remake riesce a farci cadere la mascella a terra.

La demo ci fa impersonare Leon S. Kennedy appena entrato nella stazione di polizia di Racoon City, la stazione è, all’apparenza, deserta. Nessun tipo di musica di sottofondo, solo l’eco dei nostri passi e qualche sinistro rumore in lontananza.

Sulla destra una saracinesca con una cartello scritto a mano che recita “Keep out!”, siamo purtroppo bloccati dalle altre porte e l’unico posto in cui possiamo andare è proprio dentro quella saracinesca.

Passato qualche minuto al buio, e rischiarati solo dalla nostra torcia, troviamo dei corpi massacrati e sentiamo una voce in lontananza, qualcuno ha bisogno d’aiuto ma non facciamo purtroppo in tempo ed il nostro collega viene tranciato in due dagli zombie.

Proprio in questo momento inizia il “gioco” vero e proprio con il primo poliziotto zombie che entra dall’ultima porta che ci siamo chiusi alle spalle.

Capcom ha costruito un gunplay che definire solido è riduttivo, la fisica dei colpi, il peso del proiettile che impatta con la pelle dei nostri nemici è praticamente perfetto e ci permette di prenderci il tempo per ragionare prima di sparare.

Dopo 3 colpi dritti in testa il poliziotto zombie si accascia finalmente a terra ma non è finita, pare infatti che il Virus T stia ancora facendo il suo effetto ed eccolo rialzarsi per morderci al collo. Proprio i morsi e gli attacchi nemici sono un altro ottimo esempio di gameplay, al nostro Leon rimangono infatti le macchie di sangue dovute agli attacchi degli zombie.

Fucile a pompa, il nostro migliore amico nella demo

Una volta abbattuto il primo zombie eccone arrivarne un altro dopo aver sfondato una finestra, e poi altri 2 cadaveri visti in precedenza riprendono “magicamente” vita costringendoci a scappare.

Proprio questa è la differenza principale fra Resident Evil 2 ed i suoi predecessori “action”, se nei precedenti capitoli eravamo delle macchine da guerra che potevano distruggere intere orde di infetti anche a mani nude, quasi, nel nuovo Resident Evil 2 bastano 3 zombie per metterci in seria difficoltà.

Tornati all’atrio troviamo il tenente della stazione in condizioni precarie, dopo una breve conversazioni ci da un coltello, possiamo quindi avanzare nella nostra avventura. Una delle uscite dell’atrio principale della stazione di polizia era infatti bloccata, ma grazie al coltello possiamo tagliare il nastro che sigillava l’interruttore di una saracinesca.

L’estrema soddisfazione di staccare braccia…

Possiamo dire con assoluta certezza che questi primi minuti di gioco sono stati sufficienti per farci comprare il gioco.

Capcom ha fatto davvero un ottimo lavoro per riportare la stessa tensione dell’originale, personalmente lo ritengo magico perché sono tornato esattamente quel bambino di 10 anni con in mano il primo Dualshock, non sembra passato nemmeno un giorno.

Il RE Engine riesce a girare senza alcuna difficoltà anche sulle console in versione base, noi abbiamo provato il gioco su una Playstation 4 Slim senza accusare nessun tipo di calo di frame-rate ad una risoluzione di 1080p.

Non vediamo seriamente l’ora di provare il gioco completo e, sebbene siamo solo all’inizio dell’anno, lo candidiamo già ad uno dei contendenti per il gioco dell’anno 2019.

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