I Figli del Mare: quando le emozioni diventano immagine - Anteprima | Evosmart.it
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I Figli del Mare: quando le emozioni diventano immagine – Anteprima

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Alla recente fiera del Lucca Comics & Games 2019 abbiamo potuto partecipare alla proiezione in anteprima de “I Figli del Mare”. Il film arriverà nelle sale italiane, distribuito da Nexo Digital, il 2, 3 e 4 Dicembre, quale migliore occasione per darvi le nostre impressioni sulla pellicola?

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I FIGLI DEL MARE – UN VIAGGIO fino alle origini della vita

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I Figli del Mare (Kaiju no Kodomo) è tratto dall’omonimo manga di Daisuke Igarashi e da esso ne riprende la trama principale e il character design; è la prima opera adattata in animazione per questo importante autore. La scelta di adattarlo in un film animato per il cinema ha portato un ovvio limite in termini di tempo da dedicare agli eventi narrati nel manga. La scelta quindi è stata quella di concentrare tutta l’attenzione dello spettatore sulla storia della giovane protagonista Ruka. Lasciando da parte, ma senza sminuirle affatto, le storie legate agli altri protagonisti.

Le vacanze estive sono appena iniziate per Ruka; lei è una ragazza vivace e sempre in movimento ma che, per orgoglio e testardaggine, non riesce ad andare d’accordo con le sue coetanee. Questo suo carattere la porta ad essere esclusa dalle attività estive della scuola e in quel momento la ragazza vede terminare di botto ogni possibile aspettativa sulle sue vacanze.

Scoraggiata da ciò va in visita da suo padre nell’acquario dove lavora, ed è lì che avverrà un incontro inaspettato. Nell’acquario incontrerà Umi un ragazzo cresciuto in mare insieme ai Dugonghi e tenuto come ospite nell’acquario. Umi si dimostra fin da subito interessato a Ruka e per la ragazza inizierà una inaspettata esperienza alla riscoperta del prezioso legame tra l’uomo e la natura. In particolare col mare, culla originaria di ogni essere vivente presente sul pianeta.

Un’altra importante scelta fatta in fase di realizzazione è la distinzione, abbastanza netta nel film, in due differenti parti. La prima parte del film presenta una struttura narrativa più tradizionale e basata su un equilibrio tra narrazione vocale e visiva, dove la seconda comunque ricopre un importantissimo ruolo comunicativo nei confronti dello spettatore.

La parte finale è un qualcosa che probabilmente verrà ricordato nella storia del mondo dell’animazione. Non solo per quanto riguarda l’animazione giapponese, ma per l’intero media a livello globale. La semplice narrazione si fa da parte per fare spazio a uno stupendo accostamento di musica e sequenze animate che travolge letteralmente lo spettatore. La scelta sfrutta in pieno ogni possibile potenzialità artistica di questo media andando in una direzione non replicabile in un film con attori dal vivo.

UN MARE COME NON LO AVETE MAI VISTO

Il vero protagonista dell’opera, e presente in gran parte della pellicola, è il Mare (lo stesso nome Umi in giapponese ha il significato di Mare). Questo implica un’attenzione dal punto di vista delle animazioni, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, non indifferente. La complessità dell’opera di fatto non è nella sua sceneggiatura ma bensì, come già accennato, nella complessa realizzazione dal punto di vista visivo. Un lavoro che ha richiesto ben 5 anni di lavorazione. Per darvi un assaggio di tutto ciò vi lascio il video ufficiale (privo di spoiler legati alla trama) della theme song composta per il film.

A rendere eccezionale il risultato non è solamente la qualità delle singole animazioni, ma l’unione di svariati elementi. I colori, gli stupendi fondali, la scelta delle inquadrature e del montaggio puntano a far raggiungere alla pellicola quella che senza dubbi si tratta di una delle vette dell’animazione giapponese e internazionale di tutti i tempi. Funziona quindi la scelta di affiancare esperti animatori di talento alle nuove promesse del settore. Il risultato finale è una realizzazione artistica sempre coerente con lo stile generale del film nonostante la grande varietà di stili usati. Per un’opinione più approfondita sull’aspetto tecnico infine vi consigliamo di leggere l’interessante recensione realizzata da Far From Animation.

IL SUONO DELL’OCEANO

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A chiudere il cerchio, per rendere memorabile quest’opera, è la stupenda colonna sonora realizzata da Joe Hisaishi; sì proprio lui. Lo storico compositore, a lungo collaboratore dello Studio Ghibli che ha giocato un ruolo importante nel rendere celebri film come: La Principessa Mononoke, La citta Incantata e Si alza il Vento.

Lo stesso Joe ha ammesso di non aver avuto vita facile nel realizzare una colonna sonora che si accostasse il più possibile alle sensazioni trasmesse dal film. Lo stile da lui scelto è molto meno sfarzoso e imponente di quanto fatto nelle pellicole dello Studio Ghibli. Nonostante questo il lavoro svolto dal compositore è notevole, l’oceano prende vita anche grazie alle tracce da lui composte, legandosi in perfetta armonia alle scene chiave del film e senza mai soffocare la scena.

UNO DEI FILM dI ANIMAZIONE PIÙ BELLI E AFFASCINATI DI SEMPRE

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Non ci sono parole per descrivere, l’immensa quantità di emozioni che possono scaturire dalla visione di questo film. Si tratta di un opera che può trasmettere sensazioni diverse ad ognuno dei suoi spettatori. I Figli del Mare sfrutta al massimo quello che è il potenziale artistico dei film di animazione. Sarebbe un peccato non dare la giusta attenzione verso quello che è un tributo verso l’essenza stessa e l’origine della vita.

Il film è accessibile praticamente a chiunque e riesce nel compito di dare una comunicazione visiva immensa. Da vedere nella miglior qualità possibile e necessariamente al cinema. Solo tre giorni sono pochi per un film di questa portata ed è un vero peccato. Il 3, 4 e 5 Dicembre del 2019, non ho paura di affermalo nuovamente, arriverà in Italia uno dei film di animazione più belli e affascinanti di sempre.

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