Niente di sensazionale rispetto a Kingdom Hearts II. Ne varrà comunque la pena?
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Kingdom Hearts III: 40 ore di gameplay assicurate

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Il titolo più atteso del 20XX (vogliatemi, pura scaramanzia) di casa Square Enix ha debuttato con l’ennesimo trailer all’E3 di quest’anno, dove oltre ad un trailer sui mondi di Frozen e Rapunzel sono state annunciate le versioni di vendita Deluxe e Collector’s Edition dello stesso gioco, ma con contenuti extra e prezzi differenti.

Ed è proprio sui contenuti che a Geek.com è stata rilasciata un’intervista parecchio interessante, dove vengono svelate approssimativamente le ore di contenuto giocabile, aka gameplay. I numeri che ne sono usciti sono senza infamia e senza lodi. Eccone l’elenco, diviso per “stile” di gioco:

  • Ore di gioco necessarie alla fine del gioco (solo quest primarie, difficoltà Critica): almeno 40, massimo 50
  • Ore di gioco necessarie alla fine del gioco (con quest secondarie, difficoltà Critica): si suppone almeno 60
  • Ore di gioco necessarie al completamento del gioco (tutte le quest, missioni gummiship e minigiochi, difficoltà Critica): 80 o superiori
Sora a Crepuscopoli, impegnato al minigioco in-game "Classic Kingdom" (dal trailer del 15 Aprile)
Sora a Crepuscopoli, impegnato al minigioco in-game “Classic Kingdom” (dal trailer del 15 Aprile) | Evosmart.it

Niente di diverso da Kingdom Hearts II, dopo tutto: il secondo capitolo necessitava impegno uguale o leggermente minore per la fine del gioco, sempre in difficoltà Critica. Se giocato in modalità normale e senza saltare alcuna cutscene, il completamento del gioco poteva richiedere anche più o meno 20 ore di gameplay.

TANTA ATTESA, LONGEVITÀ MODESTA. NE VARRÀ COMUNQUE LA PENA?

Citando uno dei più rinomati Game Journalists italiani, la recente moda del valutare un gioco a seconda di quante ore di gameplay abbia risulta irrazionale quanto fastidiosa, sopratutto ai veterani. L’ormai dimenticata regola che recita “la quantità (nel nostro caso longevità) non fa la qualità” è un assioma riscopribile con capolavori come Bayonetta e Ratchet & Clank, i quali nella loro nicchia di mercato (o meglio, del mercato di cui hanno fatto parte) sono riusciti a dimostrare che anche se un gioco è completabile in appena 8 ore ciò non comporta che questo abbia una longevità qualitativamente insufficiente.

Offrire nuove possibilità ed extra una volta terminato il gioco è una delle tecniche più utilizzate e funzionanti per garantire al giocatore divertimento a lungo termine. Con la speranza che qualcosa di simile venga fatto con Kingdom Hearts III da Square Enix, restiamo in meditante attesa.

Fonte: Geek | Via: Everyeye

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